Nei territori zapatisti del Chiapas durante la pandemia

Orsetta Bellani, Altreconomia (Foto: Isabel Mateos)

Il dottor Joel Heredia guida sulla strada che dalla città di Ocosingo, nello Stato meridionale del Chiapas, in Messico, porta al villaggio di Las Tazas, nel cuore della Selva Lacandona. Porta una mascherina e ha il bagagliaio pieno di brochure sul nuovo Coronavirus che Sadec (Salud y desarrollo comunitario), la ong che ha fondato, ha preparato per i promotores de salud, zapatiste e zapatisti che curano con le erbe e con la medicina occidentale.

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Migliaia di donne da tutto il mondo arrivano in Chiapas per lottare insieme alle zapatiste per i propri diritti

Orsetta Bellani, Animal Político (traduzione: yabastaedibese, foto: O.B.)

Entrando nel Caracol zapatista di Morelia, zona de Tzotz Choj, Chiapas, Angélica Ávila di Fuerzas Unidas por Nuestrxs Desaparecidxs en Nuevo León (FUNDENL) ha sentito una “energia di lotta” molto forte. Con uno zaino sulla spalla è stato accolta da uno striscione che diceva “benvenute donne del mondo”, e poi ha trovato case di legno dipinte con murales colorati, circondati da bosco e prati verdi. Continue reading…

I muri del capitale, le crepe della sinistra

Christian Peverieri, Global Project (Foto: Orsetta Bellani)

Dal 12 al 15 aprile il CIDECI Unitierra di San Cristobal de las Casas si è nuovamente riempito di zapatisti e di aderenti alla Sexta Declaración de la Selva Lacandona. L’occasione è stata il seminario dal titolo “I muri del capitale, le crepe della sinistra”, Continue reading…

Una proposta che fa discutere: un’indigena alla presidenza del Messico

Orsetta Bellani, Arivista (Foto: O.B.)

“Ci dichiariamo in assemblea permanente e verificheremo in ognuna delle nostre geografie, territori e direzioni l’accordo di questo quinto Congreso Nacional Indígena (CNI), per nominare un consiglio indigeno di governo la cui parola venga incarnata da una donna indigena, delegata del CNI come candidata indipendente che partecipi a nome del CNI e dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) nel processo elettorale dell’anno 2018 per la presidenza di questo paese”. Continue reading…

Chiapas: turismo, autostrade e repressione

Orsetta Bellani, Arivista (Foto: O.B.)

“I compagni si sono già abituati a vedere i militari,

ci sono comunità che si trovano al bordo della strada

e quando passano i veicoli militari li vedono come se fossero veicoli normali,

hanno perso la paura nei loro confronti”.

Gabriel, base d’appoggio zapatista del Municipio Autonomo General Emiliano Zapata1

Dalle loro automobili i turisti guardano stupiti gli indigeni tzeltal incappucciati, seduti ai bordi della strada che porta alle cascate di Agua Azul. I loro machetes e passamontagna mettono in dubbio l’immagine di tranquillo paradiso terrestre promossa dal governo dello Stato del Chiapas. Continue reading…

EZLN. Storie di crimini e di contrainsurgencia

Orsetta Bellani, Arivista (Foto: O.B.)

A partire dal 1994 nella nostra zona ci siamo preparati, uomini,

donne e bambini, a resistere pacificamente alla presenza militare.

Nell’anno 1995, un 9 di febbraio, quando il presidente Zedillo

mandò 60mila soldati per catturare la dirigenza zapatista,

molti di noi si sono dovuti allontanare dai loro villaggi per non provocare i militari.

Alcuni tornarono a rioccupare le loro comunità,

si allontanarono un mese o poco più, ma altri rimasero molto più tempo

fuori dal loro villaggio perché l’esercito lo aveva occupato.

Anahí, membro della Giunta di Buon Governo de La Realidad1

La chiesa di Acteal è stata costruita dopo il massacro. È un edificio grande per una comunità così piccola, e ha l’aria di un’opera eretta per compensare l’incompensabile. Alle sue spalle sorge quella che prima era la cappella del paese, una costruzione minuta e buia di assi di legno. Continue reading…

EZLN. Terre recuperate, cooperative e lavoro collettivo

Orsetta Bellani, Arivista (Foto: O.B.)

Da bambino Francisco1 lavorava nella fattoria Santa Rita, vicino alla città di Ocosingo, dove il padrone Adolfo Nájera lo pagava 3 pesos al mese (circa 20 centesimi di euro). Nel 1989 l’indigeno maya tzeltal si trasferì con la sua famiglia nel Rancho Santa Lucía, un terreno di 481 ettari da cui si può godere di una bella vista sulle gole tra i monti che circondano la città. Continue reading…

Ezln, Questioni economiche

Orsetta Bellani, Arivista (Foto: O.B.)

Satoschi apre la busta e mostra una mazzetta di banconote. Sono 17mila pesos2 da consegnare alla Giunta di Buon Governo, spiega che li ha raccolti un collettivo pro zapatista giapponese durante un evento solidale.
Una nebbia spessa imbeve la montagna, impedendo di vedere al di là della sbarra che delimita l’accesso al Caracol di Oventic. Un uomo con il volto coperto dal passamontagna segna su un foglio i dati anagrafici miei, del ragazzo giapponese e dell’amico che mi accompagna. Continue reading…

EZLN, tra rimedi tradizionali e medicina allopatica

Orsetta Bellani, Arivista (Foto: O.B.)

María e Ruth2 s’inginocchiano davanti al tavolino e con un coltello sminuzzano radici, foglie e fiori. “Questa è molto buona per i dolori mestruali, devi bere l’infusione tre volte al giorno”, dice Ruth mostrando le foglie di una pianta violetta. Spiega che la bougainville e il rosmarino sono ottimi per la tosse, e una radice che sembra liquerizia aiuta in caso di dolore allo stomaco. Continue reading…

EZLN: Clandestine tra i clandestini

Orsetta Bellani, Arivista (Foto: O.B.)

“Ho dovuto lasciare il mio villaggio in cerca di lavoro,
spinta dalla necessità, perché non c’era di che vivere.
Una volta arrivata in città mi sono accorta che lì la situazione
della donna è diversa rispetto alla campagna.
Mi sono resa conto che non è giusto che ci trattino
così, ho iniziato a capire e a prendere coscienza del
fatto che noi donne ci dobbiamo organizzare”.
Comandanta Ramona

 

Fabiana mi sveglia ogni mattina alle 4.30, quando il giorno non ha ancora illuminato la comunità. Assonnata, penzolo le gambe dal letto privo di materasso e mi copro dall’umidità pungente della Lacandona. In cucina ci aspetta una pentola di chicchi di mais bolliti, gialli e corposi. Li versiamo in un piccolo mulino e con fatica giriamo la manovella, finché non ne esce una farina così fi ne da poter formare una grande pagnotta gialla, che basterà a fare le tortillas per tutto il giorno e per tutta la famiglia. Continue reading…