Un rifugio in fondo al Messico

Luca Martinelli, Altreconomia (Foto: La 72)

Se cercate il confine meridionale degli Stati Uniti d’America, dovrete raggiungere El Ceibo, nello Stato messicano di Tabasco. Questa è una delle porte d’ingresso nell’America del Nord, come Lampedusa lo è per l’Europa. Qui, ogni giorno, “sbarcano” decine di migranti centroamericani, dopo aver attraversato su pick-up o bus sgangherati la foresta del Petén, in Guatemala.
Chi oltrepassa la frontiera deve poi raggiungere Tenosique, una cittadina a cinquanta chilometri, per trovare un porto sicuro. Si chiama “La 72”, ed è un hogar e un refugio per migranti. La seconda parola non ha bisogno di traduzione, mentre la prima significa “casa” nell’accezione di “caminetto”, “focolare”, e serve a rendere l’idea di un’accoglienza vera, di uno spazio dove riparare e sentirsi protetti.

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