«Dell’omicidio di Berta vogliamo i mandanti»

Luca Martinelli, Il Manifesto (Foto: Orsetta Bellani)

Sono passati già due anni dalla notte in cui Berta Caceres, leader indigena hondureña, venne uccisa a colpi di pistola da alcuni sicari entrati nella sua casa di La Esperanza, nel dipartimento di Intibucá. Era la notte tra il 2 e il 3 marzo del 2016, e la fondatrice del Copinh (Consejo Civico de Organizacion Indigenas y Populares de Honduras) avrebbe compiuto 45 anni da lì a due giorni.

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Honduras: ancora spari contro l’organizzazione di Berta Cáceres

Luca Martinelli, Altreconomia (Foto: Orsetta Bellani)

Hanno cercato di assassinare altri due membri del Copinh, il Consiglio civico di organizzazioni popolari e indigene dell’Honduras, la cui coordinatrice Berta Cáceres, Goldman Prize 2015, è stata uccisa a marzo 2016. Il primo è Tomas Gomez Membreño, ovvero il dirigente indigeno di etnia lenca che ha assunto l’incarico di coordinatore ad interim dell’organizzazione dopo la tragica morte di Cáceres: il 9 ottobre, il veicolo alla guida del quale stava lasciando una delle sedi dal Copinh nella cittadina La Esperanza, nel dipartimento di Intibucá, è stato raggiunto da alcuni colpi di pistola. Continue reading…

Guatemala e Honduras: chi difende l’ambiente rischia la vita

Luca Martinelli, Altreconomia (Foto: Orsetta Bellani)

“Difendere i diritti umani è una della professioni più pericolose in tutta l’America Latina, ma aver la pretese di proteggere le risorse naturali vitali trasforma questo ‘lavoro a rischio’ in qualcosa di potenzialmente letale”. Erika Guevara-Rosas è la direttrice per le Americhe di Amnesty International, e questa frase l’ha pronunciata a inizio settembre, a margine della presentazione del rapporto “Difendiamo la terra con il nostro sangue”, un’indagine sul campo condotta all’inizio del 2016, con interviste realizzata ad organizzazione e difensori del territorio e dell’ambiente in due Paesi dell’America Centrale, Guatemala e in Honduras. Continue reading…

Uccisa in Honduras Lesbia Urquia del Copinh

Geraldina Colotti, Il Manifesto

Lesbia Yaneth Urquia aveva 49 anni. Lascia due figlie e un figlio e un’ondata di rabbia e rimpianto. Era un’ambientalista del Copinh, il Consejo Civico de Organisaciones Populares e Indigenas de Honduras, la stessa organizzazione a cui apparteneva Berta Caceres, uccisa 4 mesi fa.

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Berta Cáceres, un Nobel contro la diga

Luca Martinelli, Altreconomia (Foto: Orsetta Bellani)

“In un Paese caratterizzato dalla crescita delle disuguaglianze socio-economica e violazioni dei diritti umani, Berta Caceres (a destra nella foto) ha fatto scendere in piazza gli indigeni Lenca e ha organizzato una campagna della società civile contro l’impresa costruttrice di dighe più grande al mondo, che ha poi rinunciato alla costruzione dell’impianto denominato di Agua Zarca”. Con queste motivazioni, Berta Cáceres è stata insignita del Goldman Environmental Prize, il “Nobel alternativo” per l’ambiente assegnato ogni anno a 6 ambientalisti di tutti i continenti.
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“Oggi è un crimine difendere i diritti umani”. Intervista alla dirigente indigena honduregna Bertha Cáceres

Orsetta Bellani, Arivista (Foto: O.B.)

L’Honduras è il paese più violento del mondo, l’impunità copre l’80% dei delitti e il suo territorio è completamente militarizzato. I movimenti sociali sono vittima di repressione e persecuzione giudiziaria, come nel caso di Bertha Cáceres, coordinatrice del Copinh (Consejo Cívico de Organizaciones Populares e Indígenas de Honduras). Il Copinh è una delle maggiori organizzazioni del paese centroamericano e lotta in difesa dei diritti del popolo indigeno lenca. Continue reading…