Quel che ci dice oggi il Sudamerica

Raúl Zibechi, Comune Info

La destituzione di Dilma Rousseff da parte del Senato più conservatore dal 1964 (anno del colpo di Stato contro João Goulart), chiude il ciclo progressista che era iniziato con l’insediamento di Luiz Inacio Lula da Silva il primo gennaio del 2003. Poiché il Brasile è il paese più importante della regione e quello che segna le tendenze, ci troviamo di fronte, nel breve periodo, a un punto di svolta irreversibile, in cui le destre conservatrici impongono la loro agenda. Continue reading…

Brasile, le responsabilità del PT e il golpe da fermare

Gennaro Carotenuto, gennarocarotenuto.it

Restaurazione completata in Brasile. Dilma Rousseff, che aveva vinto le elezioni con oltre 54 milioni di voti, viene sostituita da un governo che non si limita a metterla in stato d’accusa per presunte violazioni, ma ribalta completamente il segno politico del paese. Quello presieduto da Michel Temer, un dinosauro della peggior politica, inquisito per corruzione e con un’aspettativa di voto che i più benevoli collocano al 2%, è un governo non eletto da nessuno, sessista e razzista, composto esclusivamente di maschi bianchi, sette ministri del quale già inquisiti per corruzione. Continue reading…

Brasile in piazza con e contro Lula. Che succede a San Paolo? Intervista a Breno Altman

Tiziana Barillà, Left

Il 18 marzo più di un milione di persone hanno manifestato, nelle principali città del Brasile, contro l’impeachment e per dare solidarietà a Lula. La concentrazione maggiore si è registrata a San Paolo, dove 200mila persone hanno sfilato nella principale via della città. La società brasiliana appare nettamente divisa: la destra compie l’impresa e riunisce la classe media, specialmente i suoi strati più elevati, mentre la sinistra conserva i suoi militanti e può contare ancora su settori importanti della classe lavoratrice. Ne parliamo con Breno Altman, giornalista brasiliano e direttore di OperaMundi. Continue reading…

Olimpiadi 2016, le Ong confermano la denuncia choc dell’Onu: “Bambini e senzatetto fatti sparire per ripulire Rio”

Luigi Spera, Il Fatto Quotidiano

Ventiquattro pagine in lingua inglese scritte a Ginevra, presentate con qualche lancio di agenzia internazionale. Tanto è bastato perché il mondo scoprisse una triste realtà raccontata da anni in un’altra lingua (il portoghese) e in un altro luogo (il Brasile). Un grido che raramente è riuscito a superare le strade di Rio de Janeiro, perché troppe volte soffocato nella gola delle vittime. Deboli, giovani e senza nome. Fino a inizio ottobre, quando l’Onu ha diffuso la relazione del comitato contro le esecuzioni sommarie nel quale è stato tracciato per il Brasile un quadro da brividi, soprattutto per la città di Rio che, dopo le partite dei Mondiali di calcio del 2014, ospiterà il prossimo anno le Olimpiadi. Continue reading…

Brasile, aperta inchiesta sull’ex presidente Lula per corruzione

Omero Ciai, Repubblica.it (Foto: Orsetta Bellani)

La “Mani pulite” brasiliana è arrivata dove ormai tutti da settimane s’aspettavano che arrivasse: l’ex presidente brasiliano Lula è ora ufficialmente iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Brasilia. Secondo i giudici Lula ha utilizzato in più occasioni la sua influenza, come ex presidente dal 2011, per favorire l’assegnazione di contratti internazionali a Odebrecht, la holding brasiliana delle costruzioni. Continue reading…

La destra brasiliana: «Fuori Dilma, vogliamo i militari»

Geraldina Colotti, Il Manifesto

Di certo, il par­tito di governo (Pt) ha più di una pecca da farsi per­do­nare, in Bra­sile. Di certo, le cri­ti­che alla gestione di Dilma Rous­seff non arri­vano solo da destra. Di certo, lo scan­dalo sulla cor­ru­zione della petro­li­fera Petro­bras evi­den­zia una crisi a tutto campo del sistema poli­tico. Tut­ta­via, i car­telli innal­zati dai mani­fe­stanti che dome­nica hanno sfi­lato con­tro la pre­si­dente in 147 diverse città del Bra­sile non lasciano dubbi sulla natura della pro­te­sta. Pro­spet­tano una minac­cia inquie­tante, tutt’altro che por­ta­trice di mag­gior demo­cra­zia come hanno pre­teso invece gli orga­niz­za­tori: «Fuori Dilma, chie­diamo l’intervento mili­tare», dice­vano car­telli e slogan. Continue reading…

L’autogol del Brasile alle porte di COP20

Paolo Lima, Altreconomia

Nei giorni che hanno preceduto la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in corso a Lima, il Brasile ha quasi segnato un autogol, e inizia in svantaggio i negoziati che si svolgono fino al 12 dicembre.
Per quanto riguarda la produzione energetica, infatti, il 28 novembre si è svolta l’ultima asta per l’energia dell’anno, durante la quale sono stati acquistati 4.936 megawatt (MW) di energia elettrica per alimentare il mercato a partire dal 2019.

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