La guerra sporca contro l’EZLN

Orsetta Bellani, Sicilia Libertaria (Foto: O.B.)

Proprio mentre in Europa la Gira per la Vita iniziava il suo cammino, in Chiapas veniva attaccato l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN). Due membri della Giunta di Buon Governo del Caracol di Patria Nueva sono stati fatti sparire l’11 settembre scorso, tre giorni prima che una delegazione di più 160 basi d’appoggio zapatiste sbarcasse a Vienna, da dove s’irradierà in piccoli gruppi per tutto il continente. Un sequestro che la Comandacia General del EZLN considera come un tentativo di “sabotaggio” della Gira per la Vita.

Le persone solidali con lo zapatismo, in Messico e in Europa, si sono subito mobilitate per denunciare il crimine e, dopo più di una settimana di prigionia, i due zapatisti sono stati liberati.  Poi, il 24 settembre, si sono svolte manifestazioni in solidarietà con l’EZLN in una sessantina di città in tutto il mondo, anche in Italia, per chiedere la fine della guerra irregolare contro le comunità del Chiapas.

Manifestazione contro gli attacchi all’EZLN a Città del Messico, 24 settembre 2021. Foto: Orsetta Bellani

È una guerra che non riguarda solo l’EZLN: la violenza colpisce anche altre organizzazioni indigene chiapaneche: a luglio l’ex presidente de Las Abejas di Acteal è stato ucciso da un sicario, e alcune famiglie che sono parte dell’organizzazione sono state sfollate. In municipi come Chenalhó, Pantelhó, Aldama, Chalchihuitán e Chilón, la popolazione civile soffre la violenza di gruppi armati che fanno parte della criminalità organizzata e hanno l’appoggio dei sindaci.

“Il Chiapas è sull’orlo di una guerra civile, come scrive l’EZLN nel suo ultimo comunicato”, ha detto al microfono un uomo alla fine della manifestazione che il 24 settembre ha sfilato nelle vie centrali di Città del Messico. “Diciamo alla Comandancia General del EZLN che non sono soli., che siamo al loro fianco in questa lotta contro il capitalismo e contro il patriarcato”.

I due zapatisti sequestrati si chiamano Sebastián Nuñez Pérez e José Antonio Sánchez e stavano viaggiando in un veicolo che è stato presto rintracciato nel villaggio “7 de Febrero”, nel municipio chiapaneco di Ocosingo, dove si trova la sede della Organización Regional de Cafeticultores de Ocosingo (ORCAO). Si tratta di un’organizzazione di produttori di caffè che fino alla fine degli anni ’90 era vicina allo zapatismo, ma si è poi alleata con il governo. Secondo l’EZLN, l’ORCAO è un gruppo politico-militare di tipo paramilitare, come si definiscono i gruppi armati che fanno il “lavoro sporco” al posto dell’esercito e che in Messico operano in totale impunità.

Negli ultimi 20 anni, l’ORCAO ha minacciato le basi d’appoggio dell’EZLN, ha realizzato attacchi con armi da fuoco, machetes e pietre, ha sfollato famiglie intere, distrutto una casa dove venivano accolti militanti internazionalisti, ha invaso terreni coltivati e rubato i raccolti delle comunità autonome. Dall’estate 2020, gli attacchi sono stati particolarmente intensi e frequenti, soprattutto contro le comunità autonome Nuevo San Gregorio e Moisés Gandhi, dove l’ORCAO ha saccheggiato e incendiato due magazzini di caffè zapatista e ha poi sequestrato e torturato il base d’appoggio dell’EZLN Féliz López Hernández. Aggressioni armate sono state registrate anche nel gennaio 2021 e, in uno dei villaggi sotto influenza dell’ORCAO, mesi dopo sono stati sequestrati due membri dell’organizzazione di diritti umani Frayba, che da sempre accompagna le comunità indigene chiapaneche.

Secondo la Giunta di Buon Governo del Caracol di Patria Nueva, di cui i due zapatisti sequestrati fanno parte, i soldi che l’ORCAO ha ricevuto dal governo per costruire una scuola sono stati investiti in armi.

“L’ORCAO compra uniformi, attrezzature ed armi con il denaro che riceve dai programmi sociali del governo. Si tiene una parte dei soldi e l’altra la distribuisce tra i funzionari del governo. Con queste armi sparano tutte le notti alla comunità zapatista di Moisés Gandhi”, scrive il subcomandante insurgente Galeano in un comunicato che è stato pubblicato il 19 settembre, subito dopo la liberazione dei suoi compagni Sebastián e José Antonio.

Manifestazione contro gli attacchi all’EZLN a Città del Messico, 24 settembre 2021. Foto: Orsetta Bellani

Nel testo intitolato “Il Chiapas sull’orlo di una guerra civile”, il subcomandante zapatista accusa il governatore chiapaneco, Rutilio Escandón, di destabilizzare la regione finanziando gruppi di tipo paramilitare in varie zone del Chiapas, permettendo loro di operare nella totale impunità, alleandosi con il crimine organizzato e sabotando la Gira per la Vita in Europa, con la finalità di provocare una reazione dell’EZLN.

“Prenderemo le misure pertinenti per fare in modo che si applichi la giustizia nei confronti dei criminali dell’ORCAO e dei funzionari che li proteggono”, scrivono gli zapatisti nel loro comunicato. E concludono, taglienti: “È tutto. La prossima volta non ci saranno comunicati. Nel senso che non ci saranno parole, ma fatti”.

Articolo pubblicato su Sicilia Libertaria nell’ottobre 2021.