Bolivia, Morales conferma: a caccia di greggio nelle aree protette

Lara B. Vargas, Atlas

“Abbiamo deciso ed è un nostro diritto realizzare esplorazioni nelle aree protette; lo faremo rispettare con molta forza”. Le parole usate da Evo Morales non lasciano dubbi sull’interesse del governo di sinistra della Bolivia a sfruttare le risorse di idrocarburi localizzate in ben sette parchi naturali del paese andino. Il presidente indigeno, che da tempo sembra aver lasciato indietro i diritti della Madre Terra, la ‘Pachamama’, di cui si è fatto a lungo portavoce persino al Palazzo di Vetro di New York, ha minimizzato gli impatti ambientali intervenendo al V Congreso Internacional de Gas y Petróleo, organizzato dalla società petrolifera statale YPFB.

Morales ha puntualizzato che le operazioni interesseranno solo una piccola porzione di 7 delle 22 “áreas protegidas” che conta la Bolivia nella zona andina, nelle valli, nell’Amazzonia e nel Chaco; aree abitate da popoli indigeni, alcune delle quali riconosciute come riserve biologiche di importanza mondiale. Parlando a Santa Cruz, motore economico del paese e roccaforte di quella destra che il Movimiento al Socialismo (Mas) ha affrontato a più riprese riuscendo a resisterle, il presidente ha raccolto entusiasmo. Anche una rappresentanza di indigeni guaraníes era presente per accordare il proprio plauso all’iniziativa del governo.

“L’estrattivismo è necessario per la Bolivia, perché non c’è altro modo per finanziare la sua lotta contro la povertà” ha messo l’accento il vice di Morales, Álvaro García Linera. Sta di fatto che la decisione di violare le aree protette, sancita con un decreto firmato a maggio, resta “inaccettabile” per le organizzazioni ecologiste e i movimenti indigeni di opposizione.

Articolo pubblicato da Atlas il 24.07.2015: http://atlasweb.it/2015/07/24/bolivia-morales-conferma-a-caccia-di-greggio-nelle-aree-protette-579.html