Messico, la carovana delle “madres” in cerca dei figli rapiti

Orsetta Bellani, Il Reportage (Foto: O.B.)

I problemi di Irma Yolanda Pérez iniziarono già prima del novembre 2010, quando suo figlio Gerber Estuardo sparì nel nulla. Nei mesi precedenti le pandillas del Guatemala si erano messe a chiedere il pizzo a suo marito, un distributore di latticini. L’uomo non trovò altra soluzione che pagare, ma quando la cifra aumentò si rifiutò di farlo, e le gang lo uccisero.

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Quei migranti che non temono il muro

Orsetta Bellani, Left (Foto: O.B.)

Quando scoprì che Donald Trump aveva vinto le elezioni, Fabio Ceballos Loya non rimase poi tanto deluso, non ve- deva enormi differenze con la sua avversaria. Fabio ha 29 anni, insegna alle scuole elementari ed è cresciuto a Ciudad Juárez, città messicana al confine con gli Stati Uniti, uno dei centri urbani più violenti del mondo, famosa per essere stata capitale mondiale del femminicidio. Continue reading…

Sospese alla frontiera

Orsetta Bellani, Narcomafie (Foto: O.B.)

Ho conosciuto Myrna all’inizio di aprile, durante la Carovana per la Pace, la Giustizia e la Dignità, un’iniziativa di un gruppo di attivisti che hanno percorso –quasi completamente in autobus- i più di 5700 km che separano l’Honduras da New York. Lo scopo era chiedere all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di mettere fine alla guerra contro le droghe, che in Messico e Centroamerica ha portato ad un incremento della violenza e delle migrazioni forzate. Continue reading…

Un rifugio in fondo al Messico

Luca Martinelli, Altreconomia (Foto: La 72)

Se cercate il confine meridionale degli Stati Uniti d’America, dovrete raggiungere El Ceibo, nello Stato messicano di Tabasco. Questa è una delle porte d’ingresso nell’America del Nord, come Lampedusa lo è per l’Europa. Qui, ogni giorno, “sbarcano” decine di migranti centroamericani, dopo aver attraversato su pick-up o bus sgangherati la foresta del Petén, in Guatemala.
Chi oltrepassa la frontiera deve poi raggiungere Tenosique, una cittadina a cinquanta chilometri, per trovare un porto sicuro. Si chiama “La 72”, ed è un hogar e un refugio per migranti. La seconda parola non ha bisogno di traduzione, mentre la prima significa “casa” nell’accezione di “caminetto”, “focolare”, e serve a rendere l’idea di un’accoglienza vera, di uno spazio dove riparare e sentirsi protetti.

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Fuga verso gli Usa, i bambini migranti centroamericani scappano dalla violenza

Valentina Pasquali, Pagina 99 (Foto: Orsetta Bellani)

Sebastian ha dieci anni ed è arrivato negli Stati Uniti dall’Honduras da solo e senza documenti, dopo un viaggio terrificante attraverso l’America centrale, due settimane passate in automobili e su autobus vari assieme a un gruppo di sconosciuti, anch’essi in fuga da chissà quali disgrazie, nelle mani di trafficanti rapaci che, a ogni frontiera superata, non esitavano a chiedere ai clandestini e alle loro famiglie ancora un altro pagamento. Continue reading…

La Bestia: il viaggio dei migranti centroamericani verso gli Stati Uniti

Orsetta Bellani, Fai Notizia (Foto: O.B.)

La città di Arriaga, nel sud del Messico, vicino al confine con il Guatemala, è una tappa obbligata per i centroamericani che migrano senza documenti verso gli Stati Uniti. Da qui parte il treno merci – chiamato la Bestia – che ogni anno trasporta circa 250mila persone. I migranti arrivano ad Arriaga viaggiando a singhiozzo in autobus: scendono prima dei posti di blocco della polizia e ci girano intorno, camminando chilometri sotto il sole cocente de La Arrocera. Continue reading…