La minaccia del nuovo aeroporto di Città del Messico

Orsetta Bellani, Altreconomia (Foto: O.B.)

Quando ha visto demolire le case dei suoi vicini come fossero castelli di carta, Nieves Rodríguez Hernández ha pensato che non avrebbe permesso alle ruspe di buttar giù anche la sua. Ha deciso di rimanere lì, coltivando la sua terra, malgrado l’autostrada Teotihuacán-Texcoco dovrebbe passarci sopra e già circonda casa sua. Continue reading…

Omicidi di Stato a Oaxaca

Orsetta Bellani, Arivista (Foto: O.B.)

Quando iniziarono a sparare contro il suo pick up, Abraham Ramírez Vásquez aprì la porta e si lasciò rotolare in terra. Si nascose nella vegetazione per qualche minuto, ascoltando gli spari, fino a quando l’automobile dei sicari se ne andò. Continue reading…

Il Messico che promette Andrés: non si mente nè si ruba

Orsetta Bellani, Il Fatto Quotidiano

Di manifestazioni e festeggiamenti, lo zócalo di Città del Messico ne ha visti migliaia. Ma non sono tante le occasioni in cui l’immensa piazza centrale della metropoli latinoamericana si è riempita come domenica sera, quando i primi exit poll hanno confermato una tendenza che lo spoglio delle urne ha poi confermato: Andrés Manuel López Obrador, della coalizione di centro-sinistra Juntos Haremos Historia, ha vinto le elezioni presidenziali. Continue reading…

Migliaia di donne da tutto il mondo arrivano in Chiapas per lottare insieme alle zapatiste per i propri diritti

Orsetta Bellani, Animal Político (traduzione: yabastaedibese, foto: O.B.)

Entrando nel Caracol zapatista di Morelia, zona de Tzotz Choj, Chiapas, Angélica Ávila di Fuerzas Unidas por Nuestrxs Desaparecidxs en Nuevo León (FUNDENL) ha sentito una “energia di lotta” molto forte. Con uno zaino sulla spalla è stato accolta da uno striscione che diceva “benvenute donne del mondo”, e poi ha trovato case di legno dipinte con murales colorati, circondati da bosco e prati verdi. Continue reading…

«Dell’omicidio di Berta vogliamo i mandanti»

Luca Martinelli, Il Manifesto (Foto: Orsetta Bellani)

Sono passati già due anni dalla notte in cui Berta Caceres, leader indigena hondureña, venne uccisa a colpi di pistola da alcuni sicari entrati nella sua casa di La Esperanza, nel dipartimento di Intibucá. Era la notte tra il 2 e il 3 marzo del 2016, e la fondatrice del Copinh (Consejo Civico de Organizacion Indigenas y Populares de Honduras) avrebbe compiuto 45 anni da lì a due giorni.

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Morire sulle barricate contro il “golpe elettorale”

Orsetta Bellani, Il Fatto Quotidiano (Foto: O.B.)

Kimberly Dayana Fonseca è stata uccisa venerdì sera. Aveva diciannove anni. Era andata a cercare suo fratello in una delle barricate costruite dalla popolazione di Tegucigalpa, capitale dell’Honduras, per protestare contro quello che gran parte della popolazione considera un “golpe elettorale”. Lo voleva avvisare del fatto che, poco prima, il Ministro degli Interni aveva decretato l’inizio del coprifuoco per le undici di sera. Fu proprio a quell’ora che una pallottola sparata dalla Polizia Militare le si è conficcata nella testa. Continue reading…