Puerto Vallarta, Messico: la città maledetta per El Chapo

Orsetta Bellani, Il Fatto Quotidiano

La città di Puerto Vallarta sembra una maledizione per El Chapo Guzmán, boss del Cartello di Sinaloa che, dopo due fughe cinematografiche, si trova oggi in un carcere di massima sicurezza.

In quella località turistica sul Pacifico messicano, 24 anni fa i sicari del Chapo persero l’occasione per uccidere i fratelli Arellano Félix del Cartello di Tijuana. Li seguirono fino alla discoteca Christine, spararono più di mille colpi e uccisero sei persone, ma gli Arellano Félix riuscirono a scappare. Un grande smacco per il Chapo, che domenica scorsa è stato nuovamente colpito dall’anatema di Puerto Vallarta.

Suo figlio Jesús Alfredo è stato sequestrato nella città costiera da un commando armato. Sette sicari del cartello Jalisco Nueva Generación, che in soli 5 anni ha sfidato il primato del cartello di Sinaloa nel traffico di droga, hanno fatto irruzione nel locale urlando “ve l’avevamo detto che non vi dovevate più far vedere”. Secondo il quotidiano El Universal, tra le altre cinque persone sequestrate c’è anche suo fratello maggiore Iván Archivaldo, detto El Chapito, e quella cena nel ristorante La Leche era stata organizzata proprio per festeggiare il suo compleanno.

Nel 2005 El Chapito era stato arrestato perché la polizia aveva trovato armi e cocaina nella sua BMW. Per una “svista” procedurale della Procura Generale della Repubblica, venne liberato tre anni dopo. Anche suo fratello Jesús Alfredo ebbe molta fortuna. Nel 2012 il giovane venne arrestato, ma dopo due giorni le autorità dichiararono che il detenuto non era figlio del Chapo, e che si era trattato di un “errore”. Il gruppo criminale Jalisco Nueva Generación, invece, non ha fatto errori, e ha realizzato il sequestro con un operativo rapido e discreto.

Poche ore dopo, il sindaco di Puerto Vallarta Arturo Dávalos Peña è sparito. Ora i governatori degli Stati di Jalisco e Sinaloa temono un inasprimento della violenza come successe nel 2008, a seguito dell’omicidio di Edgar, figlio del Chapo che venne ucciso a ventidue anni davanti a un centro commerciale.

Articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano il 21.08.2016.