Chiapas: rimangono in carcere i tre indigeni tzeltales arrestati e torturati dalla polizia

Orsetta Bellani (Foto: O.B.)

Non saranno liberati i tre indigeni tzeltales arrestati e torturati la notte del 15 settembre scorso dalla polizia municipale di Chilón (Chiapas). Lo ha deciso ieri pomeriggio il giudice di Ocosingo Omar Heleria Reyes, che accusa i tre uomini di avere sparato a un poliziotto ferendolo. 

Juan Antonio Gómez Silvano, Mario Aguilar Silvano e Roberto Gómez Hernández sono simpatizzanti zapatisti aderenti alla Sexta Declaración de la Selva Lacandona di San Sebastián Bachajón, comunità in resistenza contro un megaprogetto turistico che il governo vuole costruire nel loro territorio. Affermano che stavano tornando a casa la notte del 15 settembre, dopo i festeggiamenti per l’indipendenza messicana, quando vennero circondati da una quarantina di poliziotti che li arrestarono senza spiegare il motivo.

“La loro detenzione è stata una vendetta per aver chiesto giustizia per l’omicidio del nostro compagno Juan Carlos”, ha denunciato ieri Domingo, portavoce degli aderenti alla Sexta di San Sebastián Bachajón, durante una conferenza stampa che si è svolta nel Centro Cultural Tierra Dentro di San Cristóbal de Las Casas. Infatti, lo scorso marzo i filozapatisti di Bachajón avevano fermato un poliziotto municipale che consideravano responsabile dell’omicidio di Juan Carlos Gómez Silvano, abitante della comunità e fratello di uno degli uomini arrestati il 15 settembre.

Durante la conferenza stampa Ricardo Lagunes, avvocato dei tre detenuti, ha dettagliato le incongrueza presenti nella denuncia della polizia municipale di Chilón e le violazioni ai diritti umani avvenute durante l’arresto. I tre uomini furono portati di fronte al giudice solo dopo 9 ore il fermo, quando avrebbero dovuto essere consegnati immediatamente, e presentavano segni evidenti di percosse e torture.

Ricardo Lagunes ha denunciato che i suoi clienti hanno ricevuto pugni e calci, e che del gas è stato spruzzato loro negli occhi. Sono stati ammanettati e messi su un furgone a pancia in giù, mentre i poliziotti gli schiacciavano la schiena e le mani. Inoltre, secondo il racconto di Mario Aguilar Silvano, i poliziotti lo avrebbero asfissiato con un sacchetto di plastica, dandogli percosse sulla testa, per convincerlo a firmare la confessione.