Chiapas: Inizia la settimana di solidarietà a Galeano, zapatista ucciso dai paramilitari

Orsetta Bellani (Foto: O.B)

Oggi San Cristóbal de Las Casas (Chiapas) ha ospitato l’omaggio a José Luis Solís López, integrante dell’Ejército Zapatista de Liberación Nacional (EZLN) ucciso il 2 maggio scorso. L’evento si è tenuto nella piazza principale della città per denunciare la repressione che, a vent’anni dall’insurrezione indigena, continua a colpire le comunità autonome, e per informare sulle circostanze dell’aggressione.

Nella piazza era presente uno spazio informativo e sul palco musica, letture di poesie e interventi di simpatizzanti dell’EZLN. La manifestazione sancristobalense è solo uno dei centinaia di eventi che si svolgeranno in tutto il mondo durante la settimana prossima in solidarietà con l’indigeno zapatista assassinato, da tutti conosciuto come Galeano. Lo stesso EZLN ha organizzato, per il 24 maggio, un omaggio a Galeano in territorio zapatista, mentre in Italia è previsto un presidio davanti al consolato messicano di Milano alle ore 18.

Secondo il non governativo Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de Las Casas (FrayBa), Galeano è stato ucciso con tre colpi di arma da fuoco, un colpo di machete nella bocca e percosse in vari punti dal corpo durante un’aggressione al Caracol della Realidad, sede del governo autonomo zapatista, da parte di membri della Central Independiente de Obreros Agrícolas y Campesinos Histórica (CIOAC-H), del Partido Acción Nacional (PAN) e del Partido Verde Ecologista de México (PVEM), lo stesso di cui fa parte Manuel Velasco Coello, governatore dello stato del Chiapas.

In un comunicato, il subcomandante Marcos ha denunciato la responsabilità del governo statale e di quello federale nell’aggressione, in cui sono state anche feriti 15 zapatisti, e il 5 maggio la Giunta di Buon Governo della Realidad ha definito “paramilitare” la CIOAC-H. L’organizzazione aveva già commesso più di un atto ostile nei confronti delle basi d’appoggio zapatiste, come nel novembre 2013, quando alcuni suoi integranti hanno occupato le terre recuperate dall’EZLN nella comunità 10 de Abril, e hanno poi attaccato personale medico e religioso dell’ospedale San Carlos di Altamirano (Chiapas).

La direzione della CIOAC ha negato ogni responsabilità nell’omicidio di Galeano, ha assicurato di non essere un gruppo paramilitare e ha accusato i media e le reti sociali di denigrare e attaccare la sua organizzazione.